Ostacoli allo sviluppo delle infrastrutture di rifornimento di idrogeno

Ostacoli allo sviluppo delle infrastrutture di rifornimento di idrogeno

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LICENZA D'USO INDIVIDUALE

Autore: Roberto Francia
Pagine: 50 + 4
Formato: PDF A4
Data di pubblicazione: 27 novembre 2017

  • Un'immagine diffusa dall'astronauta Paolo Nespoli mostra la gigantesca nube di smog che aleggiava in ottobre 2017 sulla Pianura Padana. Non si trattava appunto di Pechino o di Shangai, ma di Milano, di Torino, di Bologna e di tutte le altre città grandi e piccole situate tra le Alpi e gli Appennini. Dopotutto, le statistiche parlano chiaro: in Italia, le sostanze che escono dai tubi di scappamento delle vetture, dei camion, degli autobus e dei motocicli con motore a combustione interna uccidono molto più degli incidenti stradali. 

    L'unica risposta efficace a questo fenomeno è il ricorso sempre più massiccio a una serie di tecnologie che permettono già oggi di azzerare completamente qualsiasi emissione allo scarico, non solo di CO2 ma soprattutto di sostanze dannose per la salute quali monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, ossidi di azoto, ossidi di zolfo e polveri sottili. Per questo è in atto a livello globale una vera e propria rivoluzione dei trasporti, che porterà alla quasi totale elettrificazione del parco veicolare entro il 2050. Come riconosciuto dalle istituzioni europee, infatti, il motore elettrico è l'unico in grado di garantire un livello di emissioni allo scarico pari a zero. Anche se in Italia si tende curiosamente a dimenticarlo, esistono due modi per fornire a un motore elettrico l'elettricità di cui ha bisogno per muovere un veicolo: si può utilizzare una batteria, da ricaricare tramite cavi collegati alla rete elettrica; oppure si può utilizzare una pila o "cella" a combustibile, che produce elettricità all'interno del veicolo stesso, tramite la reazione elettrochimica (in assenza di combustione) tra l'ossigeno presente nell'aria e l'idrogeno gassoso immagazzinato a bordo.

    Come vale oggi per gasolio, benzina, GPL e metano, il rifornimento di idrogeno può essere effettuato in una manciata di minuti presso una normale stazione di servizio. Tuttavia, affinché questo vettore energetico pulito e a zero emissioni possa essere utilizzato sempre di più anche per il trasporto stradale, occorre che vi siano le condizioni minime per la graduale istituzione di un mercato. 

    Il nuovo studio di Cinque International affronta questo aspetto cruciale, analizzando in dettaglio l'attuale situazione italiana e fornendo preziosi elementi per valutare le prospettive di sviluppo per il prossimo futuro.

    Questo studio è frutto dell’esperienza accumulata dall’autore a partire dalla partecipazione diretta ai lavori di “Mobilità Idrogeno Italia”, progetto sviluppato dai principali protagonisti della filiera idrogeno nel nostro Paese a cavallo tra 2015 e 2016. I risultati del progetto sono confluiti nel Piano Nazionale di Sviluppo delle Infrastrutture di Rifornimento di Idrogeno per i Trasporti, fatto proprio dal Ministero dello Sviluppo Economico ed incluso dal Governo nel Decreto legislativo che ha recepito in diritto italiano la direttiva 2014/94/UE (conosciuta in Italia con l’acronimo “DAFI”) sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. Ed è proprio attraverso l’analisi approfondita di questi due atti di fondamentale importanza, oltre che delle principali norme ad essi collegate, che è possibile valutare se, come e quando il suddetto Piano nazionale potrà essere tramutato in realtà, ponendo le basi per il graduale sviluppo di un mercato italiano dell’idrogeno per il trasporto stradale, ad oggi sostanzialmente inesistente. L’analisi si conclude con riferimenti agli sviluppi più recenti della normativa europea in tema di mobilità sostenibile, che come in altri settori (uno su tutti: quello delle fonti rinnovabili) è stata, è e continuerà ad essere la conditio sine qua non per l’evoluzione del settore verso tecnologie nuove, più rispettose dell’ambiente e meno dannose per la salute.

    Il lettore potrà trovare in questo studio le chiavi di lettura necessarie a comprendere i limiti della situazione attuale e le importanti prospettive di sviluppo della mobilità a idrogeno in Europa – e quindi anche in Italia - nel medio periodo:

    •    All’imprenditore, fornirà preziose indicazioni sulle aree del Paese nelle quali saranno realizzati con maggiore probabilità i primi investimenti per lo sviluppo di infrastrutture di rifornimento di idrogeno per il trasporto stradale accessibili al pubblico, co-finanziabili tramite vari programmi europei dedicati al sostegno dei combustibili alternativi;
    •    Ai gestori di flotte pubbliche e private, fornirà chiarimenti in merito al ruolo dell’idrogeno come combustibile per il trasporto stradale nelle gare d’appalto per i mezzi pubblici e di pubblica utilità, nel breve come nel medio-lungo periodo;
    •    All’amministratore locale, fornirà il quadro di riferimento necessario per valutare l’eventuale inserimento della mobilità elettrica a idrogeno e celle a combustibile nella redazione dei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile; 
    •    Allo studioso, fornirà elementi utili a valutare le prospettive di sviluppo della mobilità elettrica a idrogeno e celle a combustibile in Europa all’orizzonte 2030;
    •    Al cittadino interessato, fornirà una serie di elementi sufficienti a dimostrare fino a che punto una normativa non equilibrata possa scoraggiare, ritardare o addirittura impedire lo sviluppo di mercato di tecnologie nuove e innovative, a tutto vantaggio degli operatori storici o dominanti. 

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